Marche trail!

12. Ottobre 2020 mtb, racconti, trail 0

Sono arrivata al Marche Trail: finisher! …..e sono scoppiata! 

Una vera e propria eruzione! 

Un fiume di lacrime! 

Per la stanchezza (fisica ma soprattutto mentale), per la soddisfazione, per l’adrenalina, per l’accoglienza….non so come spiegarlo! 

Avevo già percorso altri trail, ma questo è stato il MIO primo trail. 

Tutto mio!

Mi sono iscritta, me lo sono preparato, mi sono “attrezzata” per avere la possibilità di scegliere lungo il percorso dove e come dormire. Ho litigato 2 mesi con un Garmin (che all’inizio volevo buttare dalla finestra) per essere certa di riuscire a cavarmela da sola, ho imparato a cambiare la catena; ho cercato di essere meticolosa ma essenziale nello scegliere cosa portare; mi sono allenata per riuscire a trascinarmi 10 kg di peso in più anche per salite ripide e infinite; ho provato e riprovato per trovare un assetto adatto e che mi consentisse di pedalare. 

E sono partita. 

Lo confesso, all’inizio speravo che qualcuno partisse con me. Sapevo che al trail si erano iscritte diverse persone che conoscevo, le avevo sentite prima di partire e in cuor mio pregavo di trovarle alla partenza. 

Pur consapevole che ognuno in fondo ha il suo passo e va a ritmo suo pensavo che mi servisse avere qualcuno al mio fianco. 

Quando venerdì sono scesa dal treno e ho iniziato a pedalare verso Numana mi tremavano le gambe. Un po’ il freddo che alle prime luci dell’alba pungeva parecchio, un po’ l’emozione.

Sono arrivata all’accredito e finalmente ho conosciuto Alvise (l’organizzatore del Fuerte-Lanza-Fuerte) e Sabrina (la mitica Super Sabrina) ma sapevo che con loro non sarei partita. 

Ho sperato di trovare Luca che invece era già andato….e allora via! 

Io, me stessa e la mia bici! 

Dopo pochi km ho incontrato Davide, un ragazzo Valdostano. Anche lui è partito da solo, passo tranquillo, rapporti impossibili (40 davanti 42 dietro). Abbiamo iniziato a pedalare e a chiacchierare. Ogni tanto ci staccavamo ma dopo poco ci si ritrovava. È stata un’altalena fino a pranzo. Su e giù attraverso le dolci colline marchigiane che da Loreto in poi si susseguono a perdita d’occhio fino a Grottaccia di Cingoli! 

Una breve sosta e via di nuovo e dopo poco ho incontrato Renata! Lei grande ciclo viaggiatrice con i suoi racconti mi ha fatta arrivare fin sulle cime dell’Himalaya e mi ha fatto sognare! 

Abbiamo pedalato insieme tutto il pomeriggio su su fino a Elcito, il borgo più alto di tutte le Marche. Un gioiello incastonato tra le montagne! 

Una volta arrivate in cima, pur sapendo che non era vero, ci siamo illuse di essere arrivate!   Doveva essere tutta discesa e invece ci siamo ritrovate di nuovo su e giù per le colline che circondano San Severino. 

L’imbrunire ci ha avvolto, il tramonto ha colorato tutto di rosa e pian piano è diventato buio. 

Gli ultimi strappetti di cui ci avevano avvisati Sabrina e Matteo , già arrivati in paese , si sono rivelati impegnativi, ma tra una risata e un canchero ci hanno portati alle porte del paese. 

All’arrivo in piazza siamo stati accolti da eroi! Ivano, Loretta, Marco e tutti i ragazzi dello staff erano lì, ci hanno coccolati e rifocillati, hanno controllato le bici e lì ho sentito una voce amica! “Sociooooooo ma allora ci sei!!! Pensavo fossi già arrivato a Cupra Marittima!!!” 

Rivedere Luca è stato bello! Mi ha riportata un po’ a Hvar! Stessi cazziatoni ma tanti consigli e tante dritte per proseguire il giro! 

Ma la giornata non era ancora finita! Dove piantare la tenda? Sapevo che SU alla torre si erano accampati altri ragazzi e allora via di nuovo, bici a spinta fino al primo praticello disponibile. Davide , a sua volta, tenda munito, ha deciso di non lasciarmi sola al mio destino e si è inerpicato dietro di me! 

La notte è trascorsa in fretta! Il microclima perfetto che si è creato nella tenda mi ha consentito di dormire un paio d’ore e via. Alle 4,30 ero già sveglia , ma ho deciso di prendermela comoda e fino alle 5,30 non mi sono mossa. 

Quando ho sentito Davide trafficare intorno alla tenda ho capito che era ora di rimettersi in moto. Rimontato tutto, tempo un caffè e un’intervista con la faccia di chi ha dormito in tenda, siamo ripartiti. 

Con Renata eravamo rimaste che ci saremmo rincontrate lungo il percorso, e sapendo che era già avanti abbiamo preso un buon passo. 

Sapevo quello che mi attendeva…la salita sarebbe stata lunga! 

Dopo un primo pezzetto insieme ho salutato Davide e ho iniziato la scalata verso Passo Pagnotta. È stata una salita lunga, di quelle belle , come piacciono a me! All’inizio su asfalto, regolare, bei tornanti, tra i boschi e i borghi gioiello come Croce di Caldarola. 

Poi via via più impiccata, con gli strappetti che ti tirano il fiato. 

Poi sterrata, su un’interminabile carrareccia che pian piano ti porta su, e ti conduce fino all’altopiano. 

Nel Silenzio! 

Solo il vento e lo scampanellio delle mucche! 

Il cielo un po’ velato, le montagne sullo sfondo! 

Uno spettacolo! 

L’entusiasmo per essere arrivata in cima e l’adrenalitica discesa per tornare a valle mi hanno fatta arrivare a Fiastra in un batter di ciglia con una fame implacabile! 

Nella mia testa solo “PASTA”!  Ma la sosta pasta, si è tramutata in un pranzo infinito! Quando Alessandra e Marco , due ciclisti conosciuti lungo il percorso, già seduti da un po’, mi hanno detto che aspettavano l’ordinazione da 40 minuti era troppo tardi, avevo già chiesto le mie tagliatelle del bosco e non potevo più tornare indietro! 

La sosta prolungata mi ha fatto ricongiungere a Davide e da li siamo ripartiti insieme: obiettivo Amandola! 

Anche questa volta la consapevolezza di aver toccato il picco più alto del Marche Trail mi ha tratto in inganno e di nuovo ho assaporato sulla mia pelle la cattiveria dei “mangia e bevi” marchigiani. La bellezza dei luoghi attraversati mi ha distratta per un po’, ma  il lago di Amandola, arrivata a un certo punto, mi è sembrato irraggiungibile! 

Quando ho varcato la soglia dell’Osteria del Lago ero affamata! 

Stremata da un miraggio che non si concretizzava mai e arrabbiata!!

Solo dopo un lauto piatto di agnello in casseruola e due bicchieri di vino ho riacquisito una certa cordialità! 

La seconda parte della giornata era stata , se possibile, ancora più dura della mattinata! 

Tra l’altro mancava ancora un particolare non trascurabile: come e dove dormire! 

La prospettiva umida della tenda fronte lago, molto affascinante sulla carta, risultava decisamente poco attraente viste la temperatura e l’umidità! Ma la titolare dell’osteria è stata davvero un angelo e ci ha dato il permesso di bivaccare all’interno con il nostro materassino e sacco a pelo, lasciandoci a disposizione anche il bagno e la colazione per la mattina dopo! 

Un “lusso” inaspettato! Un posto dove tornare assolutamente! 

Domenica mattina il fermento è iniziato ben prima dell’alba! 

Alle 5 quasi tutti i ciclisti che avevano pernottato nell’agriturismo erano già intenti a preparare le bici e a fare colazione. 

E allora coraggio! 

Ho salutato Davide e mi sono avvenutara! 

Il cielo plumbeo e la pioggerella che mi hanno accolta quando sono uscita non promettevano nulla di buono, ma ben presto i colori dell’alba hanno illuminato di rosso tutta la campagna circostante e mi hanno riempita di energia! 

Oltretutto poco dopo la partenza sono stata raggiunta da Sabrina e Matteo che salivano di buon passo! Sono riuscita a fare un pezzettino con loro ma il richiamo del caffè, una volta a Comunanza è stato troppo forte! 

Sapevo che Renata era partita e si trovava un po’ più indietro ma non sapevo di quanto per cui mi sono rimessa in moto! 

Davanti a me Gionata e Francesco, altri due avventurieri. 

La gamba girava bene, il fiato mi assecondava, solo il peso della bici cominciava a sentirsi tutto, Soprattutto sulla schiena! Ogni volta che mi affiancava qualcuno il commento era sempre lo stesso:” ma quanto sei carica?!” “ come fai a pedalare con tutto quel peso?”  

E in effetti….anche Luca già prima di partire, quando aveva visto la foto della bici in assetto trail aveva storto il naso: “accidenti non va bene….Davanti sei stracarica……la borraccia?”.

Le sue obiezioni risuonavano forti e chiare, ma non ho sentito ragioni! Anche perché dopo varie prove quell’assetto rappresentava per me l’unica soluzione possibile e quindi….

Hai voluto la bicicletta? Pedala e zitta! 

Persa nei miei pensieri, affascinata da un paesaggio fiabesco e avvantaggiata dal continuo avvicendarsi di dolci salite e lunghe discese sono arrivata ad Ascoli prima di mezzogiorno! Ero strasoddisfatta e mi sentivo davvero vicina alla meta! Giusto il tempo di divorare un cartoccio di olive all’ascolana e sono ripartita! 

Sapevo che il mio ottimismo era eccessivo, ma la carica era al massimo e la minacciata pioggia nel corso della mattinata si era trasformata in un tiepido sole che lasciava ben sperare! 

A ritmo mio, pedalata dopo pedalata ho cominciato a macinare le colline ascolane,   fino alla meravigliosa Offida dove i ragazzi dello staff avevano predisposto una piccola degustazione! 

Mi sentivo arrivata! Michele, un altro partecipante locale mi aveva anche tranquillizzata: ”dai ormai da qui è quasi fatta! 15 km o poco più….quasi tutta discesa!”. 

Ma quando il diavolo ci mette le corna…..non ho fatto in tempo a ripartire da Offida che una pioggerella fitta fitta e consistente si è materializzata su di me! 

Il Garmin è improvvisamente impazzito, l’asfalto ha lasciato il posto a rampette sull’erba scivolosa e discese sassose e infide…..

Quando sono arrivata ai piedi dell’ultima salita per Grottammare una parte di me ha tentennato. Vedevo il mare alla mia sinistra, vicino, ad un soffio, ma sapevo che il mio destino era tutt’altro:   un’ ultima salita mi attendeva! 

E non potevo mollare! 

Volevo arrivare in fondo e arrivarci bene! La pioggia fino a quel momento insistente si è improvvisamente placata, l’orizzonte si è rischiarato…ho pensato tra me e me che mancava poco….ma quell’ultima salita per me è stata infernale! 

Le gambe sullo sterrato non giravano più, la bici pesava troppo…arrivata in cima a Grottammare la discesa dal centro del paese verso il mare è stata anche peggio….pavé bagnato e scivoloso, oltretutto ripido!

Quando finalmente sono sbucata sul lungomare non ci potevo credere! 

L’arcobaleno ad accogliermi! 

L’incitamento di Loretta e Marco che aspettavano i finischer e poi finalmente Calypso! L’accoglienza calorosa di Ivano e Simona e di coloro che erano già arrivati è stata strepitosa!  

L’emozione si è materializzata! Indescrivibile! Improvvisa! 

L’adrenalina si è sciolta in una valle di lacrime! 

Gli gnocchi ai frutti di mare hanno ritemprato lo stomaco e lo spirito! 

Alberto che mi è venuto a prendere mi ha riportato dolcemente alla realtà! 

Sono stati tre giorni intensi, duri, incredibili. 

Una grande sfida con me stessa per arrivare in fondo.

È stato bellissimo condividere pezzettini di questo viaggio con persone incontrate lungo il percorso.

È stato immenso pedalare lunghi tratti solo in compagnia di me stessa , attanagliata da mille pensieri, conquistata dai colori e dagli umori dei luoghi percorsi.

È stato bello rincontrare un amico che ancora una volta ha rappresentato un solido punto di riferimento.

Le Marche sono state una sorpresa!

lo staff del Marche trail super.

Ora butto la bici……..e domani riparto!


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